Centrale Preneste Teatro
a Roma un nuovo spazio di cultura per le nuove generazioni
29.5.13
6.5.13
CENTRALE PRENESTE in FEST
VENERDI’ 10 maggio 2013
Ore 18.00 Padiglione Ludwig
STRATEGIA PER DUE PROSCIUTTI
di Raymond Cousse, traduzione Alessandra Terni
con Martino D’Amico
scene e costumi Massimo Bellando Randone
regia Martino D’Amico, aiuto regia Flora Farina
Ore 20.00 Produzione Povera
UNU COMU A PIPPINO…
unu comu a Pippino sulu ‘n Sicilia putia nasciri
di e con Gaspare Balsamo
MATTONE DOPO MATTONE
di e con Emiliano Valente
regia Valentina Orrù
SABATO 11 maggio 2013
Ore 18.00 Teatro dei disoccupati
PAOLINA
scritto, diretto e interpretato da Massimo Cusato
Ore 20.00 Arti Illesi
MIELINA MON AMOUR / Io e il mio sistema nervoso
progetto Daniele Sterpetti
coreografia Daniele Sterpetti & Azzurra De Zuanni
coreografia Daniele Sterpetti & Azzurra De Zuanni
sonorità, costumi e ambientazione Arti Illesi
interprete Azzurra De Zuanni
Ore 22,00 Popucià
1 STEP 2 SOUTH
DOMENICA 12 maggio 2013
Ore 18.00 Sasyr in concerto
SOGNI RICORRENTI
Giulio Fraternali Pianoforte, Cristina Romagni Violino,
Dario Vatalaro Viola,
Michela Prudenzi Violoncello, Simone Massimi Contrabbasso
Ore 20.00 AKR
VACUUM-PACKED
di AKR collettivo
di AKR collettivo
Ore 22.00 Kataclisma Teatro
CONDIZIONE#1
un progetto di Elvira Frosini
di e con Angela D'Alessandro Elvira Frosini
Ruotalibera Teatro
Via Alberto Da Giussano, 58
Info e prenotazioni telefoniche
lunedì-venerdì ore10.00-17.00
tel. 06 27801063 - tel. e fax 06 25393527
info@ruotaliberateatro.191.it
biglietto singolo spettacolo € 5,00
abbonamento giornaliero € 12,00
25.4.13
SCARPETTE ROSSE
EtiStregagatto ’92
EtiStregagatto ’92
Martedì 30 Aprile
reading musicale
di Tiziana Lucattini
con
Tiziana Lucattini
Marcella Tersigni
sax e clarinetto
Gabriele Cohen
di Tiziana Lucattini
con
Tiziana Lucattini
Marcella Tersigni
sax e clarinetto
Gabriele Cohen
Scarpette
rosse nasce alla fine del 91: l’anno che muore mia nonna, della guerra del
golfo, che leggo il testo di Andersen, che il papa va in Brasile e i media
rivelano quello che si sapeva, amplificandolo. Toccare il freddo della morte,
guardare la vergogna della ritirata stracciona, sentirsi dentro un bisogno
antico di riscatto, leggere di una vitalità disperata e ottusa, sapere che con
pochi dollari ci si libera di una manciata di ragazzi selvaggi.
Ispirato alla
realtà dei meninos de rua brasiliani, racconta una notte speciale di due
ragazzine, piccola storia infame di povertà, orfananza, cinismo e violenza.
Senza età perché l’infanzia è stata loro sottratta e sono già vecchie, le due
cercano di salvarsi: Mammadera aspirando ad un Sud mitico, di calore e dignità,
Favilla ad un paio di scarpe. No salvezza, no dignità, non le importa altro che
di quel paio di scarpe nascoste da qualche parte, l’amica gliel’ha promesse,
erano di sua madre appena freddata perché “parlava troppo”, un riscatto da
femmina. Dovunque siano, ancora calde e magari sporche di sangue. Metafora di
una condizione e sentimento del fare teatro, un testo spezzato come le vite che
narra, una messa in scena con scarti pasoliniani di realismo magico.
15.4.13
TRUCIOLONE L'ORCHETTO MANGIONE
Domenica 21 aprile ore 16.30
Truciolone l'Orchetto Mangione
testo e regia Tiziana Lucattini
con Tiziana Lucattini e Fabio Traversa
testo e regia Tiziana Lucattini
con Tiziana Lucattini e Fabio Traversa
Ammete è un Orchetto che ha perso la mamma
quando la Terra degli Orchi è stata invasa dagli Uomini, Cacciatori di Orchi.
Da allora vive nella Terra degli Uomini, ma qui viene preso in giro e
tormentato dai compagni di scuola e dalla maestra che lo chiamano
"ciccione caccolone mocciolone sbrodolone...".
Un giorno Ammete si
arrabbia molto e si mangia i suoi compagni, la maestra e anche il papà che lo
invitava alla pazienza. E poi si mangia tutti i bambini del mondo. Quasi tutti.
C'è ne è uno, anzi due, anzi tre che gli sfuggono! I tre si alleano per dare un
cazzotto all'Orco, farlo vomitare e salvare tutti i bambini del mondo, se no il
mondo finisce. Ma Ammete non è cattivo, lui voleva solo una mamma.
La storia è stata costruita pensando alla
fase dell'oralità infantile, agli istinti distruttivi legati alla primissima
infanzia, ai bisogni primari, comuni a tutti i cuccioli, di contatto, calore e
accettazione.
Per bambini dai 4
agli 8 anni
8.4.13
IL BOSCO DELLE STORIE
Domenica 14 aprile ore 16.30
Lunedì 15 aprile ore 10.30
di Claudio Casadio e
Giampiero Pizzol
con Maurizio
Casali, Mariolina Coppola, Alessandra Tomassini
regia Claudio
Casadio
Esiste, in qualche angolo del
mondo, un bosco incantato dove nessun essere umano è mai entrato?
Se quel posto si trova da qualche
parte, chi di noi non vorrebbe dare uno sguardo a quel luogo misterioso? Ed ecco che con la magia
del teatro ci troviamo trasportati proprio nel cuore del bosco, oltrepassando il
confine tra fantasia e realtà. Lo gnomo Muschietto, esperto di erbe e radici,
mostra ai bambini la sua casa scavata all'interno di un albero secolare e rivela i verdi
segreti delle piante.
È primavera e gli abitanti del
bosco si danno appuntamento proprio ai piedi del vecchio albero: un balbettante
e saltellante coniglio, un pettirosso birichino, il folletto Karbolicchio che
vive sottoterra, una gazza
informatissima su tutti gli avvenimenti passati e presenti, una vanitosa
civetta dagli occhi d'oro. Tutti raccontano storie, cantano e fanno festa
mentre Muschietto prepara rimedi e pozioni magiche. Tra loro c'è anche un lupo
bugiardo, ladro e ingordo che escogita sempre mille inganni per rubare cibo
dovunque ne fiuti l'odore. Ma quando il bosco sarà in pericolo per l'arrivo
degli umani che con potenti macchine scavatrici vogliono distruggere tutto per
costruire strade e città, sarà proprio il buon vecchio lupo con il suo coraggio
a salvare tutti.
Il mondo delle fiabe confina qui
con il mondo della natura perché i vari personaggi, folletti, gnomi o
animaletti, ci mostrano attraverso i loro racconti, le grandi meraviglie di cui
è composto l'ambiente in cui viviamo. Si tratta dunque di un viaggio attraverso
la realtà sulle ali della fantasia in compagnia di alcuni allegri abitanti del
bosco. Ognuno di loro ha naturalmente qualcosa di umano: lo gnomo Muschietto ha
le virtù della pazienza e della saggezza, il folletto Karbolicchio è cieco e
testardo, il coniglio è frettoloso, pauroso ma generoso, la gazza è pettegola e
chiacchierona, la civetta è vanitosa ma anche romantica, il lupo è famelico.
Tutti però hanno a cuore la vita del bosco e questo ne fa dei veri custodi
sempre pronti a sacrificarsi per mantenere intatto quel verde regno in cui
vivono.
Nello spettacolo vi sono anche
riferimenti a diverse fiabe del repertorio classico: le notizie del gazzettino
di primavera annunciate dalla Gazza Pinola sono ispirate alle favole di Esopo, i sogni raccontati dal lupo si
ispirano alla fiaba di Cappuccetto Rosso
e a quella dei Sette capretti, il
vento Matteo è una citazione de Il
segreto del bosco vecchio di Dino Buzzati.
L'arrivo rumoroso e stridente
delle macchine spezza l'armonia del bosco e vuole mettere in guardia i bambini
da tutte le azioni distruttive a cui spesso assistiamo. Distruggere significa
soprattutto ignorare il valore delle cose che ci circondano. Non si tratta
dunque di rinunciare al rapporto tra l'uomo e l'ambiente, ma di scegliere
soluzioni che abbiano come punto di partenza l'ascolto e la conoscenza della
realtà: non si può amare ciò che non si conosce e non si può conoscere ciò che
non si ama.
Dai 3 ai 10 anni
2.4.13
SCAPPA SCAPPA... LE CAPRETTE E IL LUPO
Domenica 7 aprile 2013 ore 16.30
Lunedì 8 - Martedì 9 aprile 2013 ore 10.30
Mamma Capra Rossana Damiani
Figlia Capretta Simona
Parravicini
Lupo Fabio Traversa
Consulenza coreografica Rossana Damiani, Fanny Guinsbourg
Direzione musicale Antonella
Talamonti
Scene Francesco Persico
Scene Francesco Persico
Costumi Paola Romoli Venturi
Disegno luci Luca
Barbati, Martin Beeretz
Lo spettacolo è dedicato ai bambini a partire dai tre/quattro anni, ma include gli adulti e li fa pensare, commuovere e divertire. La forma scelta è quella di un teatro che si accompagna alla danza. O di una danza che si fa narrazione. Danza della quotidianità, danza della paura, danza dell’abbandono o del ritorno felice.
La scrittura del testo è semplice, fatta di filastrocche e parole musicali.
La storia parte da una fiaba popolare che, abbiamo scoperto, ha varie patrie, e muove dalle sue tappe fondamentali e universali come struttura e rappresentazione simbolica: il lupo, la casa, il bosco, l’abbandono, la prova, il pericolo, la furbizia, il superamento.
Ma prende poi una sua strada originale e necessaria, dove troviamo un grande Lupo-Bambino, tenero e vorace che, a differenza del suo corrispettivo fiabesco, ha conosciuto un dolore, una perdita. Una Mamma Capra non infallibile o idealizzata, che sa crescere insieme a sua figlia, e una Caprettina inquieta di desiderio di autonomia.
Rompendo il dogma che il cattivo per definizione sia il male e il buono per definizione sia il bene, la storia si concentra su un altro fuoco: non c’è uno che vince e uno che perde, piuttosto avviene un contatto e un affratellamento. E questo si produce attraverso la perdita, il dolore, la condivisione, il rischio di un rapporto.
Il superamento finale delle prove di crescita, che nelle fiabe porta all’annientamento dell’altro, qui non c’è; e, più che furbizia, c’è intuizione, ascolto, rispetto, solidarietà.
Età 3/10 anni
12.3.13
GIUFA', IL MARE E LE NUVOLE
Domenica 17 marzo 2013, ore 16,30
Lunedì 18 - Martedì 19 - Mercoledì 20 marzo 2013 ore 10,30
Testo, regia e interpretazione
Tiziana Lucattini
Fabio Traversa
oggetti scenici Francesco Persico
progetto luci Martin Beeretz
foto di scena Patrizia Lucattini
promozione Paola Meda
Dalla saga di Giufà, personaggio di forte tradizione orale e
popolare dell’area del Mediterraneo. Giufà. Pasticcione, testardo, visionario,
stupido, furbo, saggio, matto, clown, bugiardo, poeta. Un bambino. Giufà e la
madre, in un perenne, buffo e tenero conflitto. Non hanno età. Sono poveri.
Vivono in una baracca/cabina sulla spiaggia. Una terra di nessuno. Di fronte il
mare. Alle spalle un’indefinita periferia cittadina. Giufà guarda il mare, e
sogna. Al di là del mare, un padre sconosciuto e idealizzato. Un desiderio di
grandezza, un presente di stenti che intrappola madre e figlio in una specie di
beckettiana clownesca immobilità. Lei una Gelsomina felliniana, ragazza
invecchiata senza sposo, credulona e forastica. Lui, Giufà, un Ninetto
pasoliniano che desidera perdersi davanti a quello che è più grande di lui,
mare e nuvole. E che ritrova sé stesso grazie al respiro del mistero, contatto
con la rabbia e il dolore di un abbandono: un padre sparito troppo presto,
senza un saluto. La condanna ad essere bambino per Giufà e ad essere diffidente
e brontolona per la madre si ribalta così davanti al mare, davanti alle nuvole,
davanti alla possibiltà di muoversi, scorrere. Crescere. Diventare adulti serbando
un sano desiderio d’infanzia. Le ferite restano ma prendono aria, sole e acqua.
Il mare rimargina e invita a prendere il largo verso terre sconosciute, tutte
da esplorare e inventare.
Per tutti, dai sei anni in poi
Posto unico, € 5,00
5.3.13
...E
CADDE ADDORMENTATA
tratto dalla fiaba La bella addormentata nel bosco
Domenica 10 marzo ore 16.30
Lunedì 11 marzo ore 10.30
Lunedì 11 marzo ore 10.30
drammaturgia e regia
Giovanna Facciolo
scene
Massimiliano Pinto
costumi
Giovanna Napolitano
luci
Paco Summonte
audio
Alessandro Messina
con
Adele Amato de Serpis, Valeria Luchetti, Tonia Garante
Un re e una regina, un padre e una madre, vogliono che la loro tanto sospirata e unica figlia appena nata, riceva i doni più belli che la vita possa offrire.
Dodici sono
le fate invitate ai festeggiamenti, ognuna in grado di regalare doti, qualità e
fortuna, tutto il meglio che si possa destinare e desiderare. Ma la
perfezione non esiste nemmeno nelle favole ed ecco che ciò che non è desiderato
è in agguato: l’ombra non si può lasciare fuori dalla porta e anche se non la
si invita, si presenta lo stesso, proprio come la tredicesima fata, portatrice
di male e di oscurità.
Terribile è
la vendetta della vecchia fata dimenticata, che col suo malèfico dono riporta
il dolore al centro della tavola imbandita:
“Al 15°
anno di età, la fanciulla si pungerà e morirà! Ah, ah, ah! ”
Ma c’è un
rimedio, che la dodicesima fata, tenutasi opportunamente in disparte, può
offrire come ultimo prezioso dono in grado di trasformare il crudele destino. Un
sonno protettore, lungo cent’anni, che allontana la morte e il dolore. Una
sospensione infinita che protegge dal male…. ma allontana la vita.
“…E
quando accadrà tutta la
corte si addormenterà
non più
un suono, una voce, né il
canto di un gallo
tutti
sospesi nel gesto, a un momento,
niente si
muove, nemmeno
il vento”
"E poi tutt'attorno cresca un bosco incantato
intreccio prezioso di rami e di spine
che il sonno protegga da cavalieri e faine”
Forse anche
nella realtà c’è il desiderio di evitare ai nostri figli la parte più
spiacevole della vita, dalle piccole frustrazioni ai grandi dolori, eliminando
possibilmente tutto ciò che rappresenta un rischio, un’incognita, un pericolo,
una possibile sofferenza o una rinuncia. E come nella favola a volte si
vorrebbe creare un nido incantato che tenga fuori il male, che sospenda il
dolore.
Ma per
crescere è necessario saper accettare e affrontare anche le ombre, le piccole e
grandi ferite che ogni esistenza porta con sé e che non possiamo allontanare se
non rinunciando allo scorrere della vita stessa, come avviene col sonno
incantato della Bella Addormentata.
Questo è
quello che la fiaba a noi ha raccontato e questo è quello che vogliamo
raccontare, attraverso tre fate, un po’ ansiose e divertenti, guardiane del
lungo sonno e voce del sentire più spontaneo e naturale di madri e di padri.
Ma alla
fine, allo scadere degli anni, la principessa si risveglierà: le fitte trame di
quel nido incantato si disferanno docilmente al passaggio di un cavaliere, che
porterà con sé l’amore e la vita con le sue ombre e le sue luci.
età consigliata:
dai 6 anni
26.2.13
IN MEZZO AL MARE
Domenica 3 marzo ore 16.30
Lunedì 4 marzo ore 10.30
Stilema Uno Teatro - Torino
Domenica 3 marzo ore 16.30
Lunedì 4 marzo ore 10.30
Stilema Uno Teatro - Torino
di e con
Silvano Antonelli
Collaborazione drammaturgica Alessandra Guarnero
Con la collaborazione di
Roberto Anglisani
Silvano Antonelli
Collaborazione drammaturgica Alessandra Guarnero
Con la collaborazione di
Roberto Anglisani
Vincitore FESTIVAL "FESTABA'" 2010
EOLO AWARDS 2012 (Migliore drammaturgia per
l'infanzia)
La scena evoca un mare, è tutto
coperto da un telo azzurro. Entra nuotando un personaggio, potrebbe essere
un naufrago della vita quotidiana, si è ritrovato lì, in mezzo al mare, non
spiega come ci sia arrivato e dove stia andando. Sta aspettando una nave che lo
raccolga e lo porti a terra, chissà quando arriverà? Oggetti sommersi,
anch'essi blu come il mare, emergono qua e là sulla scena. Sul fondo una quinta
che si muove evocando lo sciabordio del mare. Il nostro nuotatore, cerca di
tenersi a galla con i differenti oggetti che di volta in volta compaiono in
scena, evocando alcuni episodi di vita quotidiana visti con gli occhi di un
"immaginario" proprio del bambino.
La visione bambina del mondo adulto,
innocente e per questo spesso spietata, si sviluppa in una serie di immagini
iperboliche: il nuovo nato, la scuola, la mania per l'ordine e la pulizia della
mamma, in viaggio con papà, il tempo libero, il risparmio... ma ogni situazione
è interrotta dall'instabilità del mare e tutte le volte il nostro naufrago deve
riprendere a nuotare; se si ferma rischia di andare a fondo.Il nostro
personaggio riuscirà a raggiungere la sua nave e a riposare forse solo dopo
aver imparato a rimanere a galla, in un gioco continuo di rimescolamenti di
situazioni, proprio della vita. Nel mezzo di quanto ci capita ogni giorno
ci sentiamo un poco tutti in mezzo al mare.
Ecco perché pensiamo che sia i
grandi che i piccoli spettatori non faticheranno a riconoscersi nel naufrago
che, muovendosi per la scena, circondato dal blu che tutto colora, si trova ad
affrontare diverse situazioni della vita che lo raggiungono , come le onde, in
mezzo al mare.
Le tecniche usate sono quelle del teatro d'attore con uso di oggetti e musica dal vivo.
Dai 3 ai 10 anni / Pubblico MistoLe tecniche usate sono quelle del teatro d'attore con uso di oggetti e musica dal vivo.
22.2.13
DUSTY_BATTLE
sabato 2 marzo ore 15.00
Dusty_battle, primo contest di breakdance a Centrale Preneste Teatro. I partecipanti si sfideranno singolarmente e a squadre alla presenza di una Giuria che designerà i vincitori.
A chi è già esperto suoneranno familiari i nomi di Achron, dj della manifestazione, e di Nexus, Rohan e NoreOne, componenti della Giuria.
Venite in tanti, vi aspettiamo in via Alberto da Giussano 58, zona Prenestino-Pigneto
11.2.13
Bambina mia Domenica 17 Febbraio ore 16:30 Ruotalibera Teatro In collaborazione con il Teatro dei Dis-occupati
drammaturgia e
regia
Tiziana Lucattini
Tiziana Lucattini
consulenza drammaturgica
Fabio Traversa
collaborazione
artistica e proposte musicali Fabio Traversa
Massimo Cusato
visual
Momchil Alexiev
disegno luci
Martin Beeretz
Momchil Alexiev
disegno luci
Martin Beeretz
organizzazione e
promozione
Paola Meda e Serena Amidani
Paola Meda e Serena Amidani
teatro d’attore,
clownerie e visual
dedicato a bambini
dai tre anni
Bambina Mia è uno
spettacolo ispirato a Peter Pan e al bisogno di volo inteso come metafora del
bisogno primario del bambino di esplorazione e conoscenza. Le
protagoniste sono Mia, una bambina normale e straordinaria insieme, una
Fata-Albero che l’aiuterà nel suo desiderio di volo, una madre presente
assente, ma anche la natura dei giardini di Kensington con le sue
presenze magiche, che, come in tutti i giardini, si rivelano verso L’ora di Chiusura.
Biglietto € 5, posto unico
Biglietto € 5, posto unico
4.2.13
Il brutto anatroccolo
domenica 10 febbraio ore 16.30
TEATRO EVENTO
Il brutto anatroccolo
liberamente ispirato alla fiaba di H.C. Andersen
testo e regia Sergio Galassi
con Cristina Bartolini e Tzvetelina Tzvetkova
scene e costumi Vittorio Marangoni
TEATRO EVENTO
Il brutto anatroccolo
liberamente ispirato alla fiaba di H.C. Andersen
testo e regia Sergio Galassi
con Cristina Bartolini e Tzvetelina Tzvetkova
scene e costumi Vittorio Marangoni
Lo spettacolo ‘Il brutto anatroccolo’ di Teatro Evento è stato uno degli spettacoli per bambini più visti nei teatri di tutta Italia nell'arco dei suoi dieci anni di vita. Ora quello spettacolo ‘storico’ giace in qualche angolo tra i ricordi delle migliaia di bambini che lo hanno visto, ma Teatro Evento affronta di nuovo l’attualissima fiaba di Andersen, con un nuovo spettacolo, inevitabilmente diverso dal precedente, una nuova avventura produttiva, questa volta con due attrici, una sfida non semplice …
nello stagno, dietro la casa del contadino, mamma anatra e i suoi piccoli sguazzano sull’acqua, ma il povero, brutto anatroccolo, l’ultimo nato, è disperso e disprezzato da tutti, al punto da essere costretto ad andarsene per il mondo. Ma il mondo non è tenero con chi sembra diverso e, soprattutto, non sa, o non può, difendersi. Succede, a volte, di sentirsi brutti anatroccoli e di desiderare intensamente di essere, invece, splendidi cigni: tutte le volte che i compagni non ti fanno giocare con loro o quando ti prendono in giro e tu sei costretto a startene lì, in un angolo....... ma prima o poi...... Per sopravvivere a chi non lo voleva, il brutto anatroccolo ha dovuto allontanarsi dal suo mondo, ma, alla fine, grazie alla sua tenacia, ritroverà l’identità che gli altri volevano negargli. L’immagine del cigno che si stacca in volo dalla terra, per abbandonare bassezze e meschinità, è l’esemplificazione poetica del primato degli ultimi.
Due sono i motivi di interesse che hanno indotto Teatro Evento alla messa in scena di uno spettacolo tratto da questa fiaba: la dimensione di solitudine del protagonista di fronte al mondo pieno di insidie, che non accetta la diversità; l’idea del viaggio, dell’andarsene, come di un male necessario per sopravvivere e crescere.
La scena all’inizio è vuota, con il succedersi delle vicende il nero si popola di oggetti che diventano personaggi, campi, fattorie, cielo, stagno, sole, etc. I numerosi passaggi di luci disegnano i diversi spazi ed evocano le diverse situazioni. I diversi costumi della protagonista colorano il passare delle stagioni, mentre le musiche di Čajkovskij rendono più emozionanti i momenti salienti della fiaba di Andersen.
Per i bambini dai 3 ai 10 anni e per le famiglie
Biglietto € 5,00 - posto unico
29.1.13
Vi informiamo che per problemi tecnici lo spettacolo Strega Bistrega di domenica 3 febbraio è stato annullato.
Il prossimo spettacolo in programma a Centrale Preneste è Il Brutto Anatroccolo, che andrà in scena domenica 10 febbraio alle ore 16.30, per i bambini dai 3 ai 10 anni e per le famiglie.
Ci scusiamo per il disagio e vi aspettiamo numerosi ai prossimi appuntamenti!
Il prossimo spettacolo in programma a Centrale Preneste è Il Brutto Anatroccolo, che andrà in scena domenica 10 febbraio alle ore 16.30, per i bambini dai 3 ai 10 anni e per le famiglie.
Ci scusiamo per il disagio e vi aspettiamo numerosi ai prossimi appuntamenti!
21.1.13
BIT & BOLD E IL RACCONTO DI BIANCANEVE
domenica 27 gennaio ore 16.30
GIALLO MARE MINIMAL TEATRO
in collaborazione con E-TICA
BIT è un programma – personaggio animato, gestito grazie ad un guanto-mouse che gli conferisce il movimento.
BIT non è un video, un’animazione grafica ma un personaggio che vive in real time, capace di interagire con altri interpreti e con la platea.
Un attore con il corpo fatto di pixel, assolutamente originale in un contesto teatrale.
BIT non è una semplice proiezione un mero sfondo scenografico, ma un vero protagonista dello spettacolo. Un attore giovanissimo visto che è un programma neonato!
BIT infatti, anche per scelta grafica e sonora, è un personaggio bambino che, in scena, interagisce con il suo partner a lui inversamente proporzionale cioè umano e adulto.
BIT ed il suo servo di scena in carne ed ossa giocano al confronto fra differenti punti di vista ed immaginari.
Un gioco di teatro nel teatro dove l’arcinota storia di Biancaneve offre la possibilità di far scontrare differenti modi di raccontare. BIT, sfruttando le sue caratteristiche, utilizza uno
stile molto libero, magari divenendo, in un sol colpo, tutti e sette i nani, mentre l’altro, con un corpo tutt’altro che virtuale, gli arranca dietro per non perdere il filo della storia che amerebbe invece raccontare, per rima e per segno, senza troppi imprevisti.
Tecnica utilizzata: attore e burattino virtuale.
Per i bambini dai 3 ai 10 anni e per le famiglie.
Biglietto € 5,00 - posto unico
GIALLO MARE MINIMAL TEATRO
in collaborazione con E-TICA
presenta
Bit & Bold e il racconto di Biancaneve
di e con Renzo Boldrini e Giacomo VerdeBIT è un programma – personaggio animato, gestito grazie ad un guanto-mouse che gli conferisce il movimento.
BIT non è un video, un’animazione grafica ma un personaggio che vive in real time, capace di interagire con altri interpreti e con la platea.
Un attore con il corpo fatto di pixel, assolutamente originale in un contesto teatrale.
BIT non è una semplice proiezione un mero sfondo scenografico, ma un vero protagonista dello spettacolo. Un attore giovanissimo visto che è un programma neonato!
BIT infatti, anche per scelta grafica e sonora, è un personaggio bambino che, in scena, interagisce con il suo partner a lui inversamente proporzionale cioè umano e adulto.
BIT ed il suo servo di scena in carne ed ossa giocano al confronto fra differenti punti di vista ed immaginari.
Un gioco di teatro nel teatro dove l’arcinota storia di Biancaneve offre la possibilità di far scontrare differenti modi di raccontare. BIT, sfruttando le sue caratteristiche, utilizza uno
stile molto libero, magari divenendo, in un sol colpo, tutti e sette i nani, mentre l’altro, con un corpo tutt’altro che virtuale, gli arranca dietro per non perdere il filo della storia che amerebbe invece raccontare, per rima e per segno, senza troppi imprevisti.
Tecnica utilizzata: attore e burattino virtuale.
Per i bambini dai 3 ai 10 anni e per le famiglie.
Biglietto € 5,00 - posto unico
14.1.13
PEAU! (11+ )
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| foto Simone Memè |
sabato 19 gennaio ore 18.00
(da Pelle d’asino di C. Perrault)
produzione Teatro di Roma, 369gradi
testo e regia Vincenzo Manna
con Luca Bondioli, Mariagrazia Laurini, Federico Brugnone
costumi e oggetti di scena Laura Rhi Sausi
aiuto regia Martina Rigoni
disegno luci Javier Delle Monache
locandina Alessandra Franciosini
organizzazione e distribuzione Daniele Muratore
produzione esecutiva Valeria Orani
comunicazione Benedetta Boggio
PEAU! nasce dall’adattamento di Pelle d’asino, una fiaba francese molto antica, divenuta nota per la versione in versi di Charles Perrault del 1697 e pubblicata in appendice ai Contes de ma mère l’Oye. È una delle fiabe meno conosciute dello scrittore di Cappuccetto Rosso ma, ciò nonostante, è dotata di enorme fascino perché sintetizza perfettamente alcune delle tematiche tipiche delle sue fiabe più celebri, declinandole però in modo assolutamente originale.
Questa, in breve, la trama: un re al culmine della fortuna, perde l’amata moglie per un’improvvisa malattia. La regina in punto di morte gli fa promettere di non risposarsi a meno di trovare una donna più bella e intelligente di lei. Il re riesce a mantere la promessa fino al giorno in cui si innamora della loro figlia, l’unica donna in grado di poter competere con la madre.
Il re la chiede in sposa ma la ragazzina non vuole cedere alle richieste del padre. Di fronte alla sua insistenza è costretta a scappare da palazzo nascosta sotto una lurida pelle d’asino. Attraversa terre e paesi, scansata da tutti per il suo aspetto e il cattivo odore. Finché un giorno trova ospitalità presso una contadina, che la assume come porcilaia. Proprio qui un giovane principe la vede nella sua reale bellezza e se ne innamora. Dopo numerose traversie riesce a sposarla venendo a scoprire solo alla fine che sua moglie è una principessa.
| foto Simone Memè |
Anche da questa brevissima sinossi si evincono le tematiche molto interessanti della fiaba, tematiche piuttosto delicate e sicuramente poco affrontate di fronte a un pubblico di giovani: la malattia e la morte di uno dei genitori, il rapporto conflittuale con la figura paterna, la scoperta della sessualità e del proprio aspetto esteriore, la malizia usata come uno degli strumenti a nostra disposizione per la conquista della libertà e dell’indipendenza.
Se Hansel e Gretel e Barbablù, due delle fiabe che abbiamo affrontato nel nostro percorso teatrale, portano avanti tematiche che appartengono principalmente alla sfera sociale (povertà, fame, ricchezza e potere), la messa in scena di PEAU! vuole invece porre l’accento sull’interiorità dell’individuo, sulle passioni e i sentimenti più profondi che sono alla base delle relazioni tra gli uomini, mostrando come un’alterazione dei delicati equilibri che regolano la vita del nucleo familiare, possa produrre uno sconvolgimento tale da minare la sopravvivenza dell’individuo, della famiglia e della società stessa.
| foto Simone Memè |
Nella messa in scena abbiamo tolto alla fiaba ogni connotazione “medievale” cercando di metterne in evidenza la forte attualità. Non ci sono quindi i soliti stereotipi di re, regine, principi e principesse, ma attraverso l’universalità e l’atemporalità di situazioni e personaggi, abbiamo creato figure non distanti nel tempo né spazialmente connotate, con lo scopo di renderle il più possibile vive e presenti. Un padre, una madre, la loro figlia, un monsignore, un contadino e un giovane ricco sono i protagonisti di una narrazione senza censure che sviluppa il linguaggio di Hansel e Gretel: in scena pochi oggetti dal forte valore simbolico, costumi molto curati e azioni fisiche spettacolari e suggestive che evocano metaforicamente il mondo in cui vivono i personaggi, sempre convinti del fatto che non esista migliore scenografia di quella che nasce dalla fantasia dello spettatore.
Tre soli attori per tutti i ruoli, una narrazione scandita dal rapido susseguirsi di scene secondo modalità mutuate dalla narrazione televisiva e dalle soap opera; dialoghi brevi e significativi con l’obiettivo di alleggerire il racconto e cogliere la comicità che anche situazioni dalla forte componente drammatica hanno; il tutto concertato per restituire spettacolarmente la magia e la meraviglia di una storia che ci racconta e svela i misteri e la bellezza dell’animo umano.
Per i bambini dai 9 anni in poi e per le famiglie
Biglietto € 5,00 - posto unico
Lo spettacolo è realizzato nell’ambito del progetto Portare a vedere, promosso e finanziato dal Teatro di Roma e condotto da Giorgio Testa/Casa dello Spettatore, Teatro Tor Bella Monaca, Teatro Biblioteca Quarticciolo, autunno 2012 in collaborazione con Centrale Preneste Teatro/Ruotalibera Teatro.
Lo spettacolo è realizzato nell’ambito del progetto Portare a vedere, promosso e finanziato dal Teatro di Roma e condotto da Giorgio Testa/Casa dello Spettatore, Teatro Tor Bella Monaca, Teatro Biblioteca Quarticciolo, autunno 2012 in collaborazione con Centrale Preneste Teatro/Ruotalibera Teatro.
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