6.5.13

CENTRALE PRENESTE in FEST


VENERDI’ 10 maggio 2013
STRATEGIA PER DUE PROSCIUTTI
di Raymond Cousse, traduzione Alessandra Terni
con Martino D’Amico
scene e costumi Massimo Bellando Randone
regia Martino D’Amico, aiuto regia Flora Farina

UNU COMU A PIPPINO…
unu comu a Pippino sulu ‘n Sicilia putia nasciri
di e con Gaspare Balsamo

MATTONE DOPO MATTONE
di e con Emiliano Valente
regia Valentina Orrù

SABATO 11 maggio 2013
PAOLINA
scritto, diretto e interpretato da Massimo Cusato

Ore 20.00 Arti Illesi
MIELINA MON AMOUR / Io e il mio sistema nervoso
progetto Daniele Sterpetti
coreografia Daniele Sterpetti & Azzurra De Zuanni
sonorità, costumi e ambientazione Arti Illesi
interprete Azzurra De Zuanni

Ore 22,00 Popucià
1 STEP 2 SOUTH

DOMENICA 12 maggio 2013
Ore 18.00 Sasyr in concerto
SOGNI RICORRENTI
Giulio Fraternali Pianoforte, Cristina Romagni Violino, Dario Vatalaro Viola, 
Michela Prudenzi Violoncello, Simone  Massimi Contrabbasso

Ore 20.00 AKR
VACUUM-PACKED
di AKR collettivo

CONDIZIONE#1
un progetto di Elvira Frosini
di e con Angela D'Alessandro Elvira Frosini

Ruotalibera Teatro
Via Alberto Da Giussano, 58
Info e prenotazioni telefoniche
lunedì-venerdì ore10.00-17.00 
tel. 06 27801063 - tel. e fax 06 25393527 
info@ruotaliberateatro.191.it
biglietto singolo spettacolo € 5,00

abbonamento giornaliero € 12,00

25.4.13


SCARPETTE ROSSE
EtiStregagatto ’92

Martedì 30 Aprile
 
h 17.00 incontro 
a seguire aperitivo
 

h 21.00 Scarpette rosse
reading musicale

di Tiziana Lucattini 

con
Tiziana Lucattini 
Marcella Tersigni
sax e clarinetto
Gabriele Cohen


Scarpette rosse nasce alla fine del 91: l’anno che muore mia nonna, della guerra del golfo, che leggo il testo di Andersen, che il papa va in Brasile e i media rivelano quello che si sapeva, amplificandolo. Toccare il freddo della morte, guardare la vergogna della ritirata stracciona, sentirsi dentro un bisogno antico di riscatto, leggere di una vitalità disperata e ottusa, sapere che con pochi dollari ci si libera di una manciata di ragazzi selvaggi.
Ispirato alla realtà dei meninos de rua brasiliani, racconta una notte speciale di due ragazzine, piccola storia infame di povertà, orfananza, cinismo e violenza. Senza età perché l’infanzia è stata loro sottratta e sono già vecchie, le due cercano di salvarsi: Mammadera aspirando ad un Sud mitico, di calore e dignità, Favilla ad un paio di scarpe. No salvezza, no dignità, non le importa altro che di quel paio di scarpe nascoste da qualche parte, l’amica gliel’ha promesse, erano di sua madre appena freddata perché “parlava troppo”, un riscatto da femmina. Dovunque siano, ancora calde e magari sporche di sangue. Metafora di una condizione e sentimento del fare teatro, un testo spezzato come le vite che narra, una messa in scena con scarti pasoliniani di realismo magico.

15.4.13

TRUCIOLONE L'ORCHETTO MANGIONE



Domenica 21 aprile ore 16.30
Lunedi 22 - Martedì 23 aprile ore 10.30  
RUOTALIBERA TEATRO - ROMA

Truciolone l'Orchetto Mangione 
testo e regia Tiziana Lucattini
con Tiziana Lucattini e Fabio Traversa

Ammete è un Orchetto che ha perso la mamma quando la Terra degli Orchi è stata invasa dagli Uomini, Cacciatori di Orchi. Da allora vive nella Terra degli Uomini, ma qui viene preso in giro e tormentato dai compagni di scuola e dalla maestra che lo chiamano "ciccione caccolone mocciolone sbrodolone...". 

Un giorno Ammete si arrabbia molto e si mangia i suoi compagni, la maestra e anche il papà che lo invitava alla pazienza. E poi si mangia tutti i bambini del mondo. Quasi tutti. C'è ne è uno, anzi due, anzi tre che gli sfuggono! I tre si alleano per dare un cazzotto all'Orco, farlo vomitare e salvare tutti i bambini del mondo, se no il mondo finisce. Ma Ammete non è cattivo, lui voleva solo una mamma.
La storia è stata costruita pensando alla fase dell'oralità infantile, agli istinti distruttivi legati alla primissima infanzia, ai bisogni primari, comuni a tutti i cuccioli, di contatto, calore e accettazione.

Per bambini dai 4 agli 8 anni




8.4.13


IL BOSCO DELLE STORIE
Domenica 14 aprile ore 16.30
Lunedì 15 aprile ore 10.30
di Claudio Casadio e Giampiero Pizzol 
con Maurizio Casali, Mariolina Coppola, Alessandra Tomassini
regia Claudio Casadio

Esiste, in qualche angolo del mondo, un bosco incantato dove nessun essere umano è mai entrato?
Se quel posto si trova da qualche parte, chi di noi non vorrebbe dare uno sguardo a quel luogo  misterioso? Ed ecco che con la magia del teatro ci troviamo trasportati proprio nel cuore del bosco, oltrepassando il confine tra fantasia e realtà. Lo gnomo Muschietto, esperto di erbe e radici, mostra ai bambini la sua casa scavata all'interno di un  albero secolare e rivela i verdi segreti delle piante.
È primavera e gli abitanti del bosco si danno appuntamento proprio ai piedi del vecchio albero: un balbettante e saltellante coniglio, un pettirosso birichino, il folletto Karbolicchio che vive sottoterra, una gazza  informatissima su tutti gli avvenimenti passati e presenti, una vanitosa civetta dagli occhi d'oro. Tutti raccontano storie, cantano e fanno festa mentre Muschietto prepara rimedi e pozioni magiche. Tra loro c'è anche un lupo bugiardo, ladro e ingordo che escogita sempre mille inganni per rubare cibo dovunque ne fiuti l'odore. Ma quando il bosco sarà in pericolo per l'arrivo degli umani che con potenti macchine scavatrici vogliono distruggere tutto per costruire strade e città, sarà proprio il buon vecchio lupo con il suo coraggio a salvare tutti.
Il mondo delle fiabe confina qui con il mondo della natura perché i vari personaggi, folletti, gnomi o animaletti, ci mostrano attraverso i loro racconti, le grandi meraviglie di cui è composto l'ambiente in cui viviamo. Si tratta dunque di un viaggio attraverso la realtà sulle ali della fantasia in compagnia di alcuni allegri abitanti del bosco. Ognuno di loro ha naturalmente qualcosa di umano: lo gnomo Muschietto ha le virtù della pazienza e della saggezza, il folletto Karbolicchio è cieco e testardo, il coniglio è frettoloso, pauroso ma generoso, la gazza è pettegola e chiacchierona, la civetta è vanitosa ma anche romantica, il lupo è famelico. Tutti però hanno a cuore la vita del bosco e questo ne fa dei veri custodi sempre pronti a sacrificarsi per mantenere intatto quel verde regno in cui vivono.
Nello spettacolo vi sono anche riferimenti a diverse fiabe del repertorio classico: le notizie del gazzettino di primavera annunciate dalla Gazza Pinola sono ispirate alle favole di Esopo, i sogni raccontati dal lupo si ispirano alla fiaba di Cappuccetto Rosso e a quella dei Sette capretti, il vento Matteo è una citazione de Il segreto del bosco vecchio di Dino Buzzati.
L'arrivo rumoroso e stridente delle macchine spezza l'armonia del bosco e vuole mettere in guardia i bambini da tutte le azioni distruttive a cui spesso assistiamo. Distruggere significa soprattutto ignorare il valore delle cose che ci circondano. Non si tratta dunque di rinunciare al rapporto tra l'uomo e l'ambiente, ma di scegliere soluzioni che abbiano come punto di partenza l'ascolto e la conoscenza della realtà: non si può amare ciò che non si conosce e non si può conoscere ciò che non si ama.




Dai 3 ai 10 anni  

2.4.13

SCAPPA SCAPPA... LE CAPRETTE E IL LUPO


Domenica 7 aprile 2013 ore 16.30
Lunedì 8 - Martedì 9 aprile 2013 ore 10.30
Testo e regia Tiziana Lucattini
Collaborazione Fabio Traversa
Mamma Capra Rossana Damiani
Figlia Capretta Simona Parravicini
Lupo Fabio Traversa
Consulenza coreografica Rossana Damiani, Fanny Guinsbourg
Direzione musicale Antonella Talamonti
Scene Francesco Persico
Costumi Paola Romoli Venturi
Disegno luci Luca Barbati, Martin  Beeretz



Lo spettacolo è dedicato ai bambini a partire dai tre/quattro anni, ma include gli adulti e li fa pensare, commuovere e divertire. La forma scelta è quella di un teatro che si accompagna alla danza. O di una danza che si fa narrazione. Danza della quotidianità, danza della paura, danza dell’abbandono o del ritorno felice.
La scrittura del testo è semplice, fatta di filastrocche e parole musicali.  

La storia parte da una fiaba popolare che, abbiamo scoperto, ha varie patrie, e muove dalle sue tappe fondamentali e universali come struttura e rappresentazione simbolica: il lupo, la casa, il bosco, l’abbandono, la prova, il pericolo, la furbizia, il superamento. 
Ma prende poi una sua strada originale e necessaria, dove troviamo un grande Lupo-Bambino, tenero e vorace che, a differenza del suo corrispettivo fiabesco, ha conosciuto un dolore, una perdita. Una Mamma Capra non infallibile o idealizzata, che sa crescere insieme a sua figlia, e una Caprettina inquieta di desiderio di autonomia.

Rompendo il dogma che il cattivo per definizione sia il male e il buono per definizione sia il bene, la storia si concentra su un altro fuoco: non c’è uno che vince e uno che perde, piuttosto avviene un contatto e un affratellamento. E questo si produce attraverso la perdita, il dolore, la condivisione, il rischio di un rapporto. 
Il superamento finale delle prove di crescita, che nelle fiabe porta all’annientamento dell’altro, qui non c’è; e, più che furbizia, c’è intuizione, ascolto, rispetto, solidarietà. 




Età  3/10 anni

12.3.13

GIUFA', IL MARE E LE NUVOLE

Domenica 17 marzo 2013, ore 16,30
Lunedì 18 - Martedì 19 - Mercoledì 20 marzo 2013 ore 10,30

Testo, regia e interpretazione
Tiziana Lucattini 
Fabio Traversa
oggetti scenici Francesco Persico
progetto luci Martin Beeretz
foto di scena Patrizia Lucattini
promozione Paola Meda

Dalla saga di Giufà, personaggio di forte tradizione orale e popolare dell’area del Mediterraneo. Giufà. Pasticcione, testardo, visionario, stupido, furbo, saggio, matto, clown, bugiardo, poeta. Un bambino. Giufà e la madre, in un perenne, buffo e tenero conflitto. Non hanno età. Sono poveri. Vivono in una baracca/cabina sulla spiaggia. Una terra di nessuno. Di fronte il mare. Alle spalle un’indefinita periferia cittadina. Giufà guarda il mare, e sogna. Al di là del mare, un padre sconosciuto e idealizzato. Un desiderio di grandezza, un presente di stenti che intrappola madre e figlio in una specie di beckettiana clownesca immobilità. Lei una Gelsomina felliniana, ragazza invecchiata senza sposo, credulona e forastica. Lui, Giufà, un Ninetto pasoliniano che desidera perdersi davanti a quello che è più grande di lui, mare e nuvole. E che ritrova sé stesso grazie al respiro del mistero, contatto con la rabbia e il dolore di un abbandono: un padre sparito troppo presto, senza un saluto. La condanna ad essere bambino per Giufà e ad essere diffidente e brontolona per la madre si ribalta così davanti al mare, davanti alle nuvole, davanti alla possibiltà di muoversi, scorrere. Crescere. Diventare adulti serbando un sano desiderio d’infanzia. Le ferite restano ma prendono aria, sole e acqua. Il mare rimargina e invita a prendere il largo verso terre sconosciute, tutte da esplorare e inventare.

Per tutti, dai sei anni in poi
Posto unico, € 5,00

5.3.13

...E  CADDE ADDORMENTATA
tratto dalla fiaba La bella addormentata nel bosco
Domenica 10 marzo ore 16.30
Lunedì 11 marzo ore 10.30
 
drammaturgia e regia 
Giovanna Facciolo
scene 
Massimiliano Pinto
costumi 
Giovanna Napolitano
luci   
Paco Summonte
audio 
Alessandro Messina  
con  
Adele Amato de Serpis, Valeria Luchetti, Tonia Garante

Un re e una regina, un padre e una madre, vogliono che la loro tanto sospirata e unica figlia appena nata, riceva i doni più belli che la vita possa offrire.
Dodici sono le fate invitate ai festeggiamenti, ognuna in grado di regalare doti, qualità e fortuna, tutto il meglio che si possa destinare e desiderare. Ma la perfezione non esiste nemmeno nelle favole ed ecco che ciò che non è desiderato è in agguato: l’ombra non si può lasciare fuori dalla porta e anche se non la si invita, si presenta lo stesso, proprio come la tredicesima fata, portatrice di male e di oscurità. 

Terribile è la vendetta della vecchia fata dimenticata, che col suo malèfico dono riporta il dolore al centro della tavola imbandita: 

“Al 15° anno di età, la fanciulla si pungerà e morirà! Ah, ah, ah! ”
 
Ma c’è un rimedio, che la dodicesima fata, tenutasi opportunamente in disparte, può offrire come ultimo prezioso dono in grado di trasformare il crudele destino. Un sonno protettore, lungo cent’anni, che allontana la morte e il dolore. Una sospensione infinita che protegge dal male…. ma allontana la vita. 
“…E quando accadrà tutta la corte si addormenterà
non più un suono, una voce, né il canto di un gallo
tutti sospesi nel gesto, a un  momento,
niente si muove, nemmeno il vento”
"E poi tutt'attorno cresca un bosco incantato
  intreccio prezioso di rami e di spine
  che il sonno protegga  da cavalieri e faine” 

Forse anche nella realtà c’è il desiderio di evitare ai nostri figli la parte più spiacevole della vita, dalle piccole frustrazioni ai grandi dolori, eliminando possibilmente tutto ciò che rappresenta un rischio, un’incognita, un pericolo, una possibile sofferenza o una rinuncia. E come nella favola a volte si vorrebbe creare un nido incantato che tenga fuori il male, che sospenda il dolore.
Ma per crescere è necessario saper accettare e affrontare anche le ombre, le piccole e grandi ferite che ogni esistenza porta con sé e che non possiamo allontanare se non rinunciando allo scorrere della vita stessa, come avviene col sonno incantato della Bella Addormentata.

Questo è quello che la fiaba a noi ha raccontato e questo è quello che vogliamo raccontare, attraverso tre fate, un po’ ansiose e divertenti, guardiane del lungo sonno e voce del sentire più spontaneo e naturale di madri e di padri.
Ma alla fine, allo scadere degli anni, la principessa si risveglierà: le fitte trame di quel nido incantato si disferanno docilmente al passaggio di un cavaliere, che porterà con sé l’amore e la vita con le sue ombre e le sue luci.

età consigliata: dai 6 anni


26.2.13

IN MEZZO AL MARE
Domenica 3 marzo ore 16.30
Lunedì 4 marzo ore 10.30
Stilema Uno Teatro - Torino

di e con
Silvano Antonelli
Collaborazione drammaturgica Alessandra Guarnero
Con la collaborazione di

Roberto Anglisani



Vincitore FESTIVAL "FESTABA'" 2010
Premio RODARI PER IL TEATRO 2012
EOLO AWARDS 2012 (Migliore drammaturgia per l'infanzia)

siamo tutti in mezzo al mare...


La scena evoca un mare, è tutto coperto da un telo azzurro. Entra nuotando un personaggio, potrebbe essere un naufrago della vita quotidiana, si è ritrovato lì, in mezzo al mare, non spiega come ci sia arrivato e dove stia andando. Sta aspettando una nave che lo raccolga e lo porti a terra, chissà quando arriverà? Oggetti sommersi, anch'essi blu come il mare, emergono qua e là sulla scena. Sul fondo una quinta che si muove evocando lo sciabordio del mare. Il nostro nuotatore, cerca di tenersi a galla con i differenti oggetti che di volta in volta compaiono in scena, evocando alcuni episodi di vita quotidiana visti con gli occhi di un "immaginario" proprio del bambino. 
La visione bambina del mondo adulto, innocente e per questo spesso spietata, si sviluppa in una serie di immagini iperboliche: il nuovo nato, la scuola, la mania per l'ordine e la pulizia della mamma, in viaggio con papà, il tempo libero, il risparmio... ma ogni situazione è interrotta dall'instabilità del mare e tutte le volte il nostro naufrago deve riprendere a nuotare; se si ferma rischia di andare a fondo.Il nostro personaggio riuscirà a raggiungere la sua nave e a riposare forse solo dopo aver imparato a rimanere a galla, in un gioco continuo di rimescolamenti di situazioni, proprio della vita. Nel mezzo di quanto ci capita ogni giorno ci sentiamo un poco tutti in mezzo al mare. 
Ecco perché pensiamo che sia i grandi che i piccoli spettatori non faticheranno a riconoscersi nel naufrago che, muovendosi per la scena, circondato dal blu che tutto colora, si trova ad affrontare diverse situazioni della vita che lo raggiungono , come le onde, in mezzo al mare.
Le tecniche usate sono quelle del teatro d'attore con uso di oggetti e musica dal vivo.
Dai 3 ai 10 anni / Pubblico Misto

22.2.13

DUSTY_BATTLE


 sabato 2 marzo ore 15.00

Dusty_battle, primo contest di breakdance a Centrale Preneste Teatro. I partecipanti si sfideranno singolarmente e a squadre alla presenza di una Giuria che designerà i vincitori. 

A chi è già esperto suoneranno familiari i nomi di Achron, dj della manifestazione, e di Nexus, Rohan e NoreOne, componenti della Giuria.

Venite in tanti, vi aspettiamo in via Alberto da Giussano 58, zona Prenestino-Pigneto 

11.2.13

Bambina mia Domenica 17 Febbraio ore 16:30 Ruotalibera Teatro In collaborazione con il Teatro dei Dis-occupati








con 
Monica Crotti 
Floriana Rocca
drammaturgia e regia 
Tiziana Lucattini
consulenza drammaturgica 
Fabio Traversa
collaborazione artistica e proposte musicali 
Massimo Cusato
costumi 
Monica Crotti e Massimo Cusato
visual 
Momchil Alexiev
disegno luci 
Martin Beeretz
foto di scena 
Patrizia Lucattini  
organizzazione e promozione 
Paola Meda e Serena Amidani


teatro d’attore, clownerie e visual
dedicato a bambini dai tre anni

Bambina Mia è uno spettacolo ispirato a Peter Pan e al bisogno di volo inteso come metafora del bisogno  primario del bambino di esplorazione e conoscenza. Le protagoniste sono Mia, una bambina normale e straordinaria insieme, una Fata-Albero che  l’aiuterà nel suo desiderio di volo, una madre presente assente, ma anche la natura dei giardini di Kensington con le  sue presenze magiche, che, come in tutti i giardini, si rivelano verso L’ora di Chiusura.
Biglietto € 5, posto unico
                                                                         



4.2.13

Il brutto anatroccolo

domenica 10 febbraio ore 16.30

TEATRO EVENTO
Il brutto anatroccolo
liberamente ispirato alla fiaba di H.C. Andersen
testo e regia Sergio Galassi
con Cristina Bartolini e Tzvetelina Tzvetkova
scene e costumi Vittorio Marangoni

Lo spettacolo ‘Il brutto anatroccolo’ di Teatro Evento è stato uno degli spettacoli per bambini più visti nei teatri di tutta Italia nell'arco dei suoi dieci anni di vita. Ora quello spettacolo ‘storico’ giace in qualche angolo tra i ricordi delle migliaia di bambini che lo hanno visto, ma Teatro Evento affronta di nuovo l’attualissima fiaba di Andersen, con un nuovo spettacolo, inevitabilmente diverso dal precedente, una nuova avventura produttiva, questa volta con due attrici, una sfida non semplice … 
nello stagno, dietro la casa del contadino, mamma anatra e i suoi piccoli sguazzano sull’acqua, ma il povero, brutto anatroccolo, l’ultimo nato, è disperso e disprezzato da tutti, al punto da essere costretto ad andarsene per il mondo. Ma il mondo non è tenero con chi sembra diverso e, soprattutto, non sa, o non può, difendersi. Succede, a volte, di sentirsi brutti anatroccoli e di desiderare intensamente di essere, invece, splendidi cigni: tutte le volte che i compagni non ti fanno giocare con loro o quando ti prendono in giro e tu sei costretto a startene lì, in un angolo....... ma prima o poi...... Per sopravvivere a chi non lo voleva, il brutto anatroccolo ha dovuto allontanarsi dal suo mondo, ma, alla fine, grazie alla sua tenacia, ritroverà l’identità che gli altri volevano negargli. L’immagine del cigno che si stacca in volo dalla terra, per abbandonare bassezze e meschinità, è l’esemplificazione poetica del primato degli ultimi. 

Due sono i motivi di interesse che hanno indotto Teatro Evento alla messa in scena di uno spettacolo tratto da questa fiaba: la dimensione di solitudine del protagonista di fronte al mondo pieno di insidie, che non accetta la diversità; l’idea del viaggio, dell’andarsene, come di un male necessario per sopravvivere e crescere.
La scena all’inizio è vuota, con il succedersi delle vicende il nero si popola di oggetti che diventano personaggi, campi, fattorie, cielo, stagno, sole, etc. I numerosi passaggi di luci disegnano i diversi spazi ed evocano le diverse situazioni. I diversi costumi della protagonista colorano il passare delle stagioni, mentre le musiche di Čajkovskij rendono più emozionanti i momenti salienti della fiaba di Andersen.
Per i bambini dai 3 ai 10 anni e per le famiglie
Biglietto € 5,00 - posto unico

29.1.13

Vi informiamo che per problemi tecnici lo spettacolo Strega Bistrega di domenica 3 febbraio è stato annullato.
Il prossimo spettacolo in programma a Centrale Preneste è Il Brutto Anatroccolo, che andrà in scena domenica 10 febbraio alle ore 16.30, per i bambini dai 3 ai 10 anni e per le famiglie.
Ci scusiamo per il disagio e vi aspettiamo numerosi ai prossimi appuntamenti!

21.1.13

BIT & BOLD E IL RACCONTO DI BIANCANEVE

domenica 27 gennaio ore 16.30


GIALLO MARE MINIMAL TEATRO
in collaborazione con E-TICA
presenta
Bit & Bold e il racconto di Biancaneve
di e con Renzo Boldrini e Giacomo Verde

BIT è un programma – personaggio animato, gestito grazie ad un guanto-mouse che gli conferisce il movimento.
BIT non è un video, un’animazione grafica ma un personaggio che vive in real time, capace di interagire con altri interpreti e con la platea.
Un attore con il corpo fatto di pixel, assolutamente originale in un contesto teatrale.
BIT non è una semplice proiezione un mero sfondo scenografico, ma un vero protagonista dello spettacolo. Un attore giovanissimo visto che è un programma neonato!
BIT infatti, anche per scelta grafica e sonora, è un personaggio bambino che, in scena, interagisce con il suo partner a lui inversamente proporzionale cioè umano e adulto.
BIT ed il suo servo di scena in carne ed ossa giocano al confronto fra differenti punti di vista ed immaginari.
Un gioco di teatro nel teatro dove l’arcinota storia di Biancaneve offre la possibilità di far scontrare differenti modi di raccontare. BIT, sfruttando le sue caratteristiche, utilizza uno
stile molto libero, magari divenendo, in un sol colpo, tutti e sette i nani, mentre l’altro, con un corpo tutt’altro che virtuale, gli arranca dietro per non perdere il filo della storia che amerebbe invece raccontare, per rima e per segno, senza troppi imprevisti.
Tecnica utilizzata: attore e burattino virtuale.

Per i bambini dai 3 ai 10 anni e per le famiglie.
Biglietto € 5,00 - posto unico

14.1.13

PEAU! (11+ )



foto Simone Memè
sabato 19 gennaio ore 18.00
(da Pelle d’asino di C. Perrault) 
produzione Teatro di Roma, 369gradi
testo e regia Vincenzo Manna
con Luca Bondioli, Mariagrazia Laurini, Federico Brugnone
costumi e oggetti di scena Laura Rhi Sausi
aiuto regia Martina Rigoni
disegno luci Javier Delle Monache
locandina Alessandra Franciosini
organizzazione e distribuzione Daniele Muratore
produzione esecutiva Valeria Orani
comunicazione Benedetta Boggio

PEAU! nasce dall’adattamento di Pelle d’asino, una fiaba francese molto antica, divenuta nota per la versione in versi di Charles Perrault del 1697 e pubblicata in appendice ai Contes de ma mère l’Oye. È una delle fiabe meno conosciute dello scrittore di Cappuccetto Rosso ma, ciò nonostante, è dotata di enorme fascino perché sintetizza perfettamente alcune delle tematiche tipiche delle sue fiabe più celebri, declinandole però in modo assolutamente originale. 
Questa, in breve, la trama: un re al culmine della fortuna, perde l’amata moglie per un’improvvisa malattia. La regina in punto di morte gli fa promettere di non risposarsi a meno di trovare una donna più bella e intelligente di lei. Il re riesce a mantere la promessa fino al giorno in cui si innamora della loro figlia, l’unica donna in grado di poter competere con la madre.
Il re la chiede in sposa  ma la ragazzina non vuole cedere alle richieste del padre. Di fronte alla sua insistenza è costretta a scappare da palazzo nascosta sotto una lurida pelle d’asino. Attraversa terre e paesi, scansata da tutti per il suo aspetto e il cattivo odore. Finché un giorno trova ospitalità presso una contadina, che la assume come porcilaia. Proprio qui un giovane principe la vede nella sua reale bellezza e se ne innamora. Dopo numerose traversie riesce a sposarla venendo a scoprire solo alla fine che sua moglie è una principessa. 
foto Simone Memè
Anche da questa brevissima sinossi si evincono le tematiche molto interessanti della fiaba, tematiche piuttosto delicate e sicuramente poco affrontate di fronte a un pubblico di giovani: la malattia e la morte di uno dei genitori, il rapporto conflittuale con la figura paterna, la scoperta della sessualità e del proprio aspetto esteriore, la malizia usata come uno degli strumenti a nostra disposizione per la  conquista della libertà e dell’indipendenza. 
Se Hansel e Gretel e Barbablù, due delle fiabe che abbiamo affrontato nel nostro percorso teatrale, portano avanti tematiche che appartengono principalmente alla sfera sociale (povertà, fame, ricchezza e potere), la messa in scena di PEAU!  vuole invece porre l’accento sull’interiorità dell’individuo, sulle passioni e i sentimenti più profondi che sono alla base delle relazioni tra gli uomini, mostrando come un’alterazione dei delicati equilibri che regolano la vita del nucleo familiare, possa produrre uno sconvolgimento tale da minare la sopravvivenza dell’individuo, della famiglia e della società stessa. 
foto Simone Memè
Nella messa in scena abbiamo tolto alla fiaba ogni connotazione “medievale” cercando di metterne in evidenza la forte attualità. Non ci sono quindi i soliti stereotipi di re, regine, principi e principesse, ma attraverso l’universalità e l’atemporalità di situazioni e personaggi, abbiamo creato figure non distanti nel tempo né spazialmente connotate, con lo scopo di renderle il più possibile vive e presenti. Un padre, una madre, la loro figlia, un monsignore, un contadino e un giovane ricco sono i protagonisti di una narrazione senza censure che sviluppa il linguaggio di Hansel e Gretel: in scena pochi oggetti dal forte valore simbolico, costumi molto curati e azioni fisiche spettacolari e suggestive che evocano metaforicamente il mondo in cui vivono i personaggi, sempre convinti del fatto che non esista migliore scenografia di quella che nasce dalla fantasia dello spettatore.
Tre soli attori per tutti i ruoli, una narrazione scandita dal rapido susseguirsi di scene secondo modalità mutuate dalla narrazione televisiva e dalle soap opera; dialoghi brevi e significativi con l’obiettivo di alleggerire il racconto e cogliere la comicità che anche situazioni dalla forte componente drammatica hanno; il tutto concertato per restituire spettacolarmente la magia e la meraviglia di una storia che ci racconta e svela i misteri e la bellezza dell’animo umano.
Per i bambini dai 9 anni in poi e per le famiglie
Biglietto € 5,00 - posto unico
Lo spettacolo è realizzato nell’ambito del progetto Portare a vedere, promosso e finanziato dal Teatro di Roma e condotto da Giorgio Testa/Casa dello Spettatore, Teatro Tor Bella Monaca, Teatro Biblioteca Quarticciolo, autunno 2012 in collaborazione con Centrale Preneste Teatro/Ruotalibera Teatro.