domenica 5 febbraio ore 16.30
“La notte accende le stelle e apre la porta dei sogni...”
Un viaggio nella notte, per non avere paura dell’oscurità.
Perché è quando si va a dormire che nascono i sogni.
Sogni che si intrecciano gli uni agli altri,
in un viaggio che dal cielo arriva fino al mare.
Perché anche nell’oscurità il buio più buio non è mai nero,
c’è sempre una piccola luce.
In questo racconto è proprio la luce la protagonista narrante.
Una luce che assume forme e dimensioni diverse:
lampade e lampadine, fasci e strisce luminose, colori e riflessi…
Luci che disegnano il cielo, luci che suonano e luci che ballano.
Due attori in scena.
I passi armonici di una ballerina e le movenze di un tecnico-attore
conducono gli spettatori in un mondo di gioco e poesia.
Un progetto pensato da chi la luce la disegna
e la progetta abitualmente.
Una storia dedicata alla prima infanzia,
al suo stupore, al suo trattenere il fiato quando si entra nell’oscurità.
“Sotto un’altra luce” è uno spettacolo di teatro-danza.
Sotto un’altra luce
idea e progetto Luciano Cendou, Andrea Buzzetti, Andrea Aristidi
messa in scena Andrea Buzzetti e Valeria Frabetti
con Giada Ciccolini e Luciano Cendou
costumi Tanja Eick
coreografie Sofia Quagiotto
produzione Teatro Testoni - La Baracca
età consigliata: 3-8 anni
Biglietto € 5,00 - posto unico
31.1.12
Porta Chiusa

venerdì 17 febbraio 2012 ore 21.00
Il teatro come strumento principe di comunicazione.
Il testo/manifesto dell’incomunicabilità.
Un soggetto attualissimo dopo 50 anni.
La combinazione ideale per il progetto di una compagnia che basa la sua ricerca sulla “necessità” del Teatro.
I forti connotati socio-politici del pensiero sartriano, trovano nella messa in scena l’occasione di superare la barriera del contingente e aprirsi ad una dimensione mitica. L’ambientazione si proietta in una zona ai limiti della realtà temporale, forse un attimo dopo il presente. La dimensione surreale della piece conferma così la sua forza evidenziando oggi ancor più l’ordinaria follia del quotidiano.
Porta chiusa è una riflessione sul rapporto con gli altri: “les autres” è il titolo con cui il lavoro viene inizialmente pubblicato; l’autore dichiara “l’inferno sono gli altri” ma… gli altri siamo noi. Aprire la porta chiusa dalla volontà di isolamento, è un gesto di liberazione individuale, che diventa immediatamente collettivo; l’unico gesto possibile per uscire dall’inferno della commedia sociale.
Lo spettacolo fa parte della rassegna Voci del Territorio, promossa da Ruotalibera Teatro con la Provincia di Roma - Assessorato alle Politiche Culturali e in collaborazione con Roma Capitale Municipio Roma 6
Porta Chiusa
di J.P.Sartre
regia Roberto Negri
con Roberto Negri, Lavinia Biagi, Paola Tarantino, Miguel Ceriani.
assistente alla regia Alice Mele
musiche originali Fabio Lombardi
costumi Giulia Camoglio
luci e fonica Carlo D'Andreis
produzione Officina Dinamo
www.officinadinamo.it
Biglietto 8€ intero, 6€ ridotto
Info e prenotazioni 06/27801063 - 06/25393527
24.1.12
Storie di principesse
domenica 29 gennaio ore 16.30
Dove vivono le Principesse?
Qui sulla terra insieme a noi comuni mortali o in uno spazio sospeso tra cielo e terra o magari in riva al mare?
E cosa fanno le Principesse?
Aspettano che il Principe azzurro arrivi a salvarle oppure prendono il proprio destino in mano e se la cavano da sole?
In uno spazio non ben definito ma da cui emergono atmosfere nordiche, due donne-troll evocano le Principesse ed assistono alle loro imprese, tra realtà e magia, tra realtà e sogno.
Assisteremo alle loro prove e alla loro capacità di superarle. Da sole. Perché se è vero che le Principesse non sono donne di casa è altrettanto vero che sono capaci di sbrigare le loro faccende … faccende da favola!
Le due donne-troll, goffe, buffe ma al tempo stesso appassionate e a tratti materne, tirano i fili di queste storie. Così facendo ci mostrano momenti della loro vita e ci raccontano qualcosa di tutte le favole del mondo.
FONTEMAGGIORE
STORIE DI PRINCIPESSE
regia Fausto Marchini
con Emanuela Faraglia, Nicol Martini
luci Pino Bernabei, Luigi Proietti
fonica Lanfranco Di Mario
scenografia Pietro Zanchi
costumi Sartoria Atmo
coreografia Sara Ceccherini
età consigliata: dai 3 ai 10 anni - posto unico € 5,00
Dove vivono le Principesse?
Qui sulla terra insieme a noi comuni mortali o in uno spazio sospeso tra cielo e terra o magari in riva al mare?
E cosa fanno le Principesse?
Aspettano che il Principe azzurro arrivi a salvarle oppure prendono il proprio destino in mano e se la cavano da sole?
In uno spazio non ben definito ma da cui emergono atmosfere nordiche, due donne-troll evocano le Principesse ed assistono alle loro imprese, tra realtà e magia, tra realtà e sogno.
Assisteremo alle loro prove e alla loro capacità di superarle. Da sole. Perché se è vero che le Principesse non sono donne di casa è altrettanto vero che sono capaci di sbrigare le loro faccende … faccende da favola!
Le due donne-troll, goffe, buffe ma al tempo stesso appassionate e a tratti materne, tirano i fili di queste storie. Così facendo ci mostrano momenti della loro vita e ci raccontano qualcosa di tutte le favole del mondo.
FONTEMAGGIORE
STORIE DI PRINCIPESSE
regia Fausto Marchini
con Emanuela Faraglia, Nicol Martini
luci Pino Bernabei, Luigi Proietti
fonica Lanfranco Di Mario
scenografia Pietro Zanchi
costumi Sartoria Atmo
coreografia Sara Ceccherini
età consigliata: dai 3 ai 10 anni - posto unico € 5,00
Litania per Emilio Villa
sabato 28 gennaio ore 21.30
per la rassegna “Il corpo elettrico della parola – 2”
Emilio Villa morto a 88 anni, il 14 gennaio 2003, è il più grande e insieme il più misconosciuto sperimentatore in versi del secondo Novecento italiano ed europeo. Poeta inafferrabile, oracolare, metamorfico, scriveva in cinque o sei lingue, e riusciva a mescolare e sintetizzare la sovversione linguistica ed estetica delle avanguardie con la conoscenza filologica di lingue morte e la sapienza antica di mitologie e dottrine religiose classiche. La sua vasta opera si è dispersa nel corso del tempo in decine e decine pubblicazioni a tiratura limitata e per lo più introvabili, segno di una vocazione alla dépense, allo spreco artistico assoluto, ma anche di una personalità anarchica, insofferente e ribelle verso le forme e le formule codificate del sistema culturale.
La scrittura di Villa risulta affascinante e potente per la capacità, da un lato, di immergersi nella viva materia segnica della lingua, ricavandone tutti i giochi verbali, fonetici e polisemici possibili, e dall’altro lato per lo slancio con cui sa esplorare la dimensione filosofica, concettuale e spirituale dell’essere, ricercando una via di interrogazione sempre sospesa tra la “Parola Sublime” e il “Silenzio Senza Fine”. Quasi intendendo che il Dio è Logos, ma anche soffio, pnèuma misterico, Villa sospinge nell’ultimo periodo la sua scrittura verso la “oscurità” programmatica di composizioni in latino, in greco antico o in un francese reinventato, come a voler celebrare il puro suono della parola letteraria, che si fa medianico strumento di interfaccia tra il senso e il nonsenso, vertiginoso mundiloquio tra la realtà e il nulla.
È in questo mercuriale profilo da Giano bifronte e da Proteo multiparlante e plurifonetico di Villa, che la sua poesia appare di singolare e straordinaria qualità perché, oltre le contrapposizioni di materialismo e idealismo, esprime la capacità di interrogare l’orizzonte cosmogonico, mitopoietico, enigmatico dell’uomo proprio attraverso la mistilingue, “ideologica” materialità della parola.
È, dunque, la volontà di inseguire e di lambire le complesse trame di una voce poetica ubiqua e totalizzante, ultramoderna e primordiale, gnostica e caustica, taumaturgica e nichilistica, che mi ha guidato nel progetto di una concertazione-lettura scenica della sua impervia macchina testuale, che parte innanzitutto dal desiderio di far conoscere l’opera mirabile di questo autore. L’idea è quella di una “messa in ascolto” del suo crogiolo letterario attraverso una partitura fonetico-espressiva organizzata in quattro movimenti più un prologo ed un epilogo. Partitura affidata ad una esecuzione in terzetto vocale con contrappunti sonori, il cui carattere di fondo è quello di una “litania” (lo stesso Villa scrisse nei primi anni ’70 una Letania per Carmelo Bene). Ovvero di una forma poetica nella quale le iterazioni, le invocazioni, i rimandi, le invenzioni, gli slittamenti assumono una dimensione vaticinante e musicale, e le voci recitanti e officianti veicolano, nella liturgia della scena, un possibile (o impossibile?) viaggio al termine della parola.
recital poetico ideato, diretto ed eseguito da Marco Palladini
con Tiziana Lucattini e Fabio Traversa
elementi scenici Luisa Taravella
biglietti: intero € 10,00 - ridotto € 8,00
per la rassegna “Il corpo elettrico della parola – 2”
Emilio Villa morto a 88 anni, il 14 gennaio 2003, è il più grande e insieme il più misconosciuto sperimentatore in versi del secondo Novecento italiano ed europeo. Poeta inafferrabile, oracolare, metamorfico, scriveva in cinque o sei lingue, e riusciva a mescolare e sintetizzare la sovversione linguistica ed estetica delle avanguardie con la conoscenza filologica di lingue morte e la sapienza antica di mitologie e dottrine religiose classiche. La sua vasta opera si è dispersa nel corso del tempo in decine e decine pubblicazioni a tiratura limitata e per lo più introvabili, segno di una vocazione alla dépense, allo spreco artistico assoluto, ma anche di una personalità anarchica, insofferente e ribelle verso le forme e le formule codificate del sistema culturale.
La scrittura di Villa risulta affascinante e potente per la capacità, da un lato, di immergersi nella viva materia segnica della lingua, ricavandone tutti i giochi verbali, fonetici e polisemici possibili, e dall’altro lato per lo slancio con cui sa esplorare la dimensione filosofica, concettuale e spirituale dell’essere, ricercando una via di interrogazione sempre sospesa tra la “Parola Sublime” e il “Silenzio Senza Fine”. Quasi intendendo che il Dio è Logos, ma anche soffio, pnèuma misterico, Villa sospinge nell’ultimo periodo la sua scrittura verso la “oscurità” programmatica di composizioni in latino, in greco antico o in un francese reinventato, come a voler celebrare il puro suono della parola letteraria, che si fa medianico strumento di interfaccia tra il senso e il nonsenso, vertiginoso mundiloquio tra la realtà e il nulla.
È in questo mercuriale profilo da Giano bifronte e da Proteo multiparlante e plurifonetico di Villa, che la sua poesia appare di singolare e straordinaria qualità perché, oltre le contrapposizioni di materialismo e idealismo, esprime la capacità di interrogare l’orizzonte cosmogonico, mitopoietico, enigmatico dell’uomo proprio attraverso la mistilingue, “ideologica” materialità della parola.
È, dunque, la volontà di inseguire e di lambire le complesse trame di una voce poetica ubiqua e totalizzante, ultramoderna e primordiale, gnostica e caustica, taumaturgica e nichilistica, che mi ha guidato nel progetto di una concertazione-lettura scenica della sua impervia macchina testuale, che parte innanzitutto dal desiderio di far conoscere l’opera mirabile di questo autore. L’idea è quella di una “messa in ascolto” del suo crogiolo letterario attraverso una partitura fonetico-espressiva organizzata in quattro movimenti più un prologo ed un epilogo. Partitura affidata ad una esecuzione in terzetto vocale con contrappunti sonori, il cui carattere di fondo è quello di una “litania” (lo stesso Villa scrisse nei primi anni ’70 una Letania per Carmelo Bene). Ovvero di una forma poetica nella quale le iterazioni, le invocazioni, i rimandi, le invenzioni, gli slittamenti assumono una dimensione vaticinante e musicale, e le voci recitanti e officianti veicolano, nella liturgia della scena, un possibile (o impossibile?) viaggio al termine della parola.
recital poetico ideato, diretto ed eseguito da Marco Palladini
con Tiziana Lucattini e Fabio Traversa
elementi scenici Luisa Taravella
biglietti: intero € 10,00 - ridotto € 8,00
UNO
sabato 28 gennaio ore 21.00
Spettacolo vincitore Premio FIT/ Festival Internazionale del Teatro L’Altro Festival- Sezione Teatro Ragazzi
Finalista Premio EXTRA Segnali dalla nuova scena italiana
C'è splendore
in ogni cosa, io l'ho visto.
Io ora lo vedo di più
C'è splendore.
Non avere paura.
Mariangela Gualtieri
La scena è una discarica: un vecchio cestello della lavatrice, un treppiedi per ventilatore, un paio di vecchie ciabatte, un ombrellone, un lenzuolo, delle calze bucate.
Uno è in cerca di cibo ma non trova niente da mangiare, attorno a sé solo brutti oggetti non commestibili, apparentemente inutilizzabili, nulla che lo soddisfi. Uno non riesce a vedere…
Lentamente la natura meravigliosa di quegli oggetti si svela davanti ai suoi occhi e così comincia un gioco, un canto di gioia, un canto della bellezza che viene dalla bruttezza, un inno alla capacità di sognare. Appare un bruco, una pericolosissima tarantola, due giraffe-zebre, un pianoforte multicolore, un bagno caldo, un re, una donna bellissima.
Uno, senza aver bisogno di parole, scortica la realtà e ne fa sogno, musica e danza, ne fa delicato vento che solleva e dondola gli occhi di chi guarda.
Un viaggio di crescita, una ricerca di equilibrio tra i sogni e la realtà, i desideri e le necessità.
Lo spettacolo, rivolto ad un pubblico di tutte le età, vuole risvegliare la capacità di vedere il mondo con occhi diversi, trasformare “ciò che è” in “ciò che potrebbe essere” e scoprire la meraviglia insita nelle cose. In quest’ottica restituisce uno stimolo verso la conoscenza e l’esplorazione degli oggetti valorizzandone un riuso creativo nel rispetto dell'ambiente.
www.teatrodelleapparizioni.it
teatro delle apparizioni
UNO
uno spettacolo di fabrizio pallara e dario garofalo
regia, scene e luci fabrizio pallara
con dario garofalo
consulenza all'utilizzo dei materiali di recupero associazione culturale “La luna al guinzaglio”, Potenza
con il sostegno di associazione culturale “Duncan 3.0”, Roma - kilowatt Festival, Comune di Pieve S. Stefano (AR) - Mazzilli S.r.l, DADAS srl
età consigliata: spettacolo per tutto il pubblico a partire dai 4 anni
biglietti: intero € 8,00 - ridotto € 6,00
Spettacolo vincitore Premio FIT/ Festival Internazionale del Teatro L’Altro Festival- Sezione Teatro Ragazzi
Finalista Premio EXTRA Segnali dalla nuova scena italiana
C'è splendore
in ogni cosa, io l'ho visto.
Io ora lo vedo di più
C'è splendore.
Non avere paura.
Mariangela Gualtieri
La scena è una discarica: un vecchio cestello della lavatrice, un treppiedi per ventilatore, un paio di vecchie ciabatte, un ombrellone, un lenzuolo, delle calze bucate.
Uno è in cerca di cibo ma non trova niente da mangiare, attorno a sé solo brutti oggetti non commestibili, apparentemente inutilizzabili, nulla che lo soddisfi. Uno non riesce a vedere…
Lentamente la natura meravigliosa di quegli oggetti si svela davanti ai suoi occhi e così comincia un gioco, un canto di gioia, un canto della bellezza che viene dalla bruttezza, un inno alla capacità di sognare. Appare un bruco, una pericolosissima tarantola, due giraffe-zebre, un pianoforte multicolore, un bagno caldo, un re, una donna bellissima.
Uno, senza aver bisogno di parole, scortica la realtà e ne fa sogno, musica e danza, ne fa delicato vento che solleva e dondola gli occhi di chi guarda.
Un viaggio di crescita, una ricerca di equilibrio tra i sogni e la realtà, i desideri e le necessità.
Lo spettacolo, rivolto ad un pubblico di tutte le età, vuole risvegliare la capacità di vedere il mondo con occhi diversi, trasformare “ciò che è” in “ciò che potrebbe essere” e scoprire la meraviglia insita nelle cose. In quest’ottica restituisce uno stimolo verso la conoscenza e l’esplorazione degli oggetti valorizzandone un riuso creativo nel rispetto dell'ambiente.
www.teatrodelleapparizioni.it
teatro delle apparizioni
UNO
uno spettacolo di fabrizio pallara e dario garofalo
regia, scene e luci fabrizio pallara
con dario garofalo
consulenza all'utilizzo dei materiali di recupero associazione culturale “La luna al guinzaglio”, Potenza
con il sostegno di associazione culturale “Duncan 3.0”, Roma - kilowatt Festival, Comune di Pieve S. Stefano (AR) - Mazzilli S.r.l, DADAS srl
età consigliata: spettacolo per tutto il pubblico a partire dai 4 anni
biglietti: intero € 8,00 - ridotto € 6,00
IO MI CHIAMO GIOVANNI TIZIAN
Giovedì 26 gennaio ore 20,30
Reggio Calabria - Roma
www.dasud.it - info@dasud.it
Giovanni Tizian a Roma
per la presentazione nazionale
del libro-inchiesta “Gotica”
Dibattito con
il magistrato Giuseppe Cascini
Parte la seconda fase della campagna
Io mi chiamo Giovanni Tizian
Buone pratiche antimafie per cambiare l'Italia
Teatro Centrale Preneste (zona Pigneto)
via Alberto da Giussano, 58
Le mafie stanno sopra e sotto la linea Gotica. Stanno al Sud, come al Nord e a Roma è diventata una capitale anche per loro. Fanni affari, stanno nel cuore vivo delle città, parlano con la politica, infiltrano le professioni, immettono soldi freschi nel mercato in crisi. Sono parte della nostra società. Hanno e gestiscono consenso, trovano sempre maggiori complicità.
Giovanni Tizian, giornalista e militante dell'associazione daSud, lo ha denunciato con inchieste per diversi giornali e anche nel libro “Gotica. ’Ndrangheta, mafia e camorra oltrepassano la linea” (Round Robin Editrice) e per questa ragione da quasi due mesi è costretto a vivere sotto scorta. L'associazione daSud ha lanciato la campagna “Io mi chiamo Giovanni Tizian” per tenere alta l'attenzione sul giornalista e ribadire che la lotta alle mafie – da Sud a Nord – deve essere una priorità del Paese.
La campagna – che ha avuto tappe a Bologna, Modena, Napoli, Palermo, Torino e molte altre città d'Italia e che vive con migliaia di adesioni sul web - torna a Roma, con Giovanni Tizian che presenterà per la prima volta nella Capitale il suo libro-inchiesta “Gotica” insieme al magistrato antimafia Giuseppe Cascini, segretario nazionale dell'Associazione nazionale magistrati.
L'incontro sarà anche l'occasione per lanciare la seconda fase della campagna “Io mi chiamo Giovanni Tizian” con la proposta di diffondere buone pratiche antimafie per cambiare l'Italia.
L'incontro si svolgerà al teatro Centrale Preneste (nel quartiere Pigneto, in via Alberto da Giussano 58) ed è organizzato dall'associazione antimafie daSud insieme alla Mediateca Giuseppe Valarioti. Partner dell'evento sono la Federazione nazionale della Stampa, la Fondazione Libera informazione, Ossigeno per l'informazione e l'Associazione Ruotalibera. La manifestazione ha il patrocinio del Municipio VI.
Per informazioni e adesioni
iogiovannitizian@dasud.it
www.iomichiamogiovannitizian.org
20.1.12
Alfabeto delle fiabe
Lunedì 23 gennaio - ore 16.30 – 19.00
Roma, Campidoglio, Sala della Protomoteca
Presentazione del libro
ALFABETO DELLE FIABE
In occasione dell’avvio del nuovo corso Leggere che Piacere verrà presentato il libro Alfabeto delle Fiabe, frutto della collaborazione tra Assessorato alla Famiglia, all’Educazione e ai Giovani/Dipartimento Servizio Educativo e Scolastico, Istituzione Biblioteche di Roma, e realizzato in collaborazione con l'editore Topipittori.
L'incontro, rivolto a insegnanti, bibliotecari e operatori del settore, prevede la partecipazione del poeta Bruno Tognolini e dell'illustratrice Antonella Abbatiello, per le edizioni Topipittori di Paolo Canton e Giovanna Zoboli.
Intervengono il presidente delle Biblioteche di Roma, Francesco Antonelli, e l'assessore alla Famiglia all’Educazione e ai Giovani, Gianluigi De Palo.
Coordina l’incontro la bibliotecaria Maria Cristina Paterlini
Durante la presentazione Nicoletta Stefanini e Fiona Sansone di Ruotalibera Teatro leggeranno alcune fiabe di Italo Calvino
Il progetto Leggere che piacere (www.leggerechepiacere.it) è stato realizzato dalla Biblioteca/Centro Specializzato Ragazzi per l'Assessorato alle Politiche Educative, Scolastiche, della Famiglia e della Gioventù di Roma Capitale. Curato da Anna Maria Di Giovanni si avvale della collaborazione di Zetema Progetto Cultura, di un gruppo di docenti bibliotecari dell'Istituzione Biblioteche di Roma e di numerose figure professionali provenienti da tutta l’Italia.
Roma, Campidoglio, Sala della Protomoteca
Presentazione del libro
ALFABETO DELLE FIABE
In occasione dell’avvio del nuovo corso Leggere che Piacere verrà presentato il libro Alfabeto delle Fiabe, frutto della collaborazione tra Assessorato alla Famiglia, all’Educazione e ai Giovani/Dipartimento Servizio Educativo e Scolastico, Istituzione Biblioteche di Roma, e realizzato in collaborazione con l'editore Topipittori.
L'incontro, rivolto a insegnanti, bibliotecari e operatori del settore, prevede la partecipazione del poeta Bruno Tognolini e dell'illustratrice Antonella Abbatiello, per le edizioni Topipittori di Paolo Canton e Giovanna Zoboli.
Intervengono il presidente delle Biblioteche di Roma, Francesco Antonelli, e l'assessore alla Famiglia all’Educazione e ai Giovani, Gianluigi De Palo.
Coordina l’incontro la bibliotecaria Maria Cristina Paterlini
Durante la presentazione Nicoletta Stefanini e Fiona Sansone di Ruotalibera Teatro leggeranno alcune fiabe di Italo Calvino
Il progetto Leggere che piacere (www.leggerechepiacere.it) è stato realizzato dalla Biblioteca/Centro Specializzato Ragazzi per l'Assessorato alle Politiche Educative, Scolastiche, della Famiglia e della Gioventù di Roma Capitale. Curato da Anna Maria Di Giovanni si avvale della collaborazione di Zetema Progetto Cultura, di un gruppo di docenti bibliotecari dell'Istituzione Biblioteche di Roma e di numerose figure professionali provenienti da tutta l’Italia.
16.1.12
CAPPUCCETTO BLUES
domenica 22 gennaio ore 16.30
Due bluesman, due musicisti girovaghi, un po’ straccioni e un po’ poeti. ricordano i bei tempi andati, quelli del vecchio zio George, il grande George “Howling” Wolf, artista trasformista, in grado di camuffarsi in men che non si dica nei modi più impensati: bambina, vecchietta… Purtroppo finito male. Incidente di caccia.
Ricordando i bei tempi cantano le loro arie preferite: l’inno dei lupi,
la ballata della nonna malata, il blues del cacciatore.
Stanno andando a Wolf City, al Wolf Pride, il raduno dei lupi.
Tutti ce l’hanno con i lupi solo perché han sempre fame:
per questo sono reietti.
Ma è il tempo del riscatto! E’ ora che si stabilisca la verità.
Perciò i due lupi racconteranno la storia a modo loro.
Chissà se questa volta l’arte dell’inganno darà i suoi frutti?
Chissà come placare questa fame da lupi?
Lo spettacolo vuole essere una versione di Cappuccetto Rosso “dal punto di vista dei lupi”. I due attori si muovono tra gag clownesche, giochi di parole e trasformazione degli oggetti, rivelandosi un’irresistibile coppia comica. Le canzoni sono originali, cantate e suonate dal vivo. Il tutto è condito con un pizzico di magia, dando vita a una performance molto divertente, sia per i bambini sia per i grandi.
Teatro Invito
Cappuccetto Blues
con Stefano Bresciani e Valerio Maffioletti
regia Luca Radaelli
età consigliata: dai 3 ai 10 anni - posto unico € 5,00
Due bluesman, due musicisti girovaghi, un po’ straccioni e un po’ poeti. ricordano i bei tempi andati, quelli del vecchio zio George, il grande George “Howling” Wolf, artista trasformista, in grado di camuffarsi in men che non si dica nei modi più impensati: bambina, vecchietta… Purtroppo finito male. Incidente di caccia.
Ricordando i bei tempi cantano le loro arie preferite: l’inno dei lupi,
la ballata della nonna malata, il blues del cacciatore.
Stanno andando a Wolf City, al Wolf Pride, il raduno dei lupi.
Tutti ce l’hanno con i lupi solo perché han sempre fame:
per questo sono reietti.
Ma è il tempo del riscatto! E’ ora che si stabilisca la verità.
Perciò i due lupi racconteranno la storia a modo loro.
Chissà se questa volta l’arte dell’inganno darà i suoi frutti?
Chissà come placare questa fame da lupi?
Lo spettacolo vuole essere una versione di Cappuccetto Rosso “dal punto di vista dei lupi”. I due attori si muovono tra gag clownesche, giochi di parole e trasformazione degli oggetti, rivelandosi un’irresistibile coppia comica. Le canzoni sono originali, cantate e suonate dal vivo. Il tutto è condito con un pizzico di magia, dando vita a una performance molto divertente, sia per i bambini sia per i grandi.
Teatro Invito
Cappuccetto Blues
con Stefano Bresciani e Valerio Maffioletti
regia Luca Radaelli
età consigliata: dai 3 ai 10 anni - posto unico € 5,00
9.1.12
ISOLA
venerdì 13 e sabato 14 gennaio 2012 ore 21.00
Un’isola, di notte, la notte prima delle elezioni… Due figure femminili, una vecchia punk e una vecchia velina, si incontrano per caso, odiandosi a vicenda istantaneamente.
Tutte e due hanno fatto lo stesso sogno: una barca "speciale" sta per venirle a prendere, per portarle via, e si contendono quindi la barchetta mezza distrutta che si trova sulla riva.
Ognuna per motivi suoi, vuole arrivare "di là".
Ma un’ innaturale tempesta impedisce alle due di salpare, così, durante la sospesa notte, si riveleranno le storie delle due, il tempo e lo spazio si annulleranno e ad aprire loro gli occhi arriveranno le "straniere", persone a cui è stato assegnato questo aggettivo in varie parti del mondo e in vari tempi. Chi è straniera per scelta e chi per destino, chi per distanze del corpo e chi dell’anima. Chi per amore e chi per forza.
Lo spettacolo porta in scena attrici professioniste e badanti di diverse nazionalità che, in un continuo dialogare fra esperienza ed emozione, rendono teatro il proprio mondo: interiore e concreto.
ISOLA è uno dei vincitori del Festival Teatri del Sacro 2011, patrocinato dalla rappresentanza in Italia della Commissione Europea e sostenuto da Zeroviolenzadonne.it.
ISOLA di Claudia Della Seta e Yossefa Even Shoshan
regia Claudia Della Seta e Glenda Sevald
con Maria Teresa Campus, Claudia Della Seta, Sofia Diaz, Valentyna Kit, Fabiana Lazzaro, Mitzie Mundo Gamboa, Fiorella Nuccetelli, Maria Roveran
aiuto regia Veronica Renda
responsabile sound Paolo Panella
www.facebook.com/Afrodita.Cia - www.afroditacompagnia.com
biglietti: intero € 12 - ridotto € 10
Un’isola, di notte, la notte prima delle elezioni… Due figure femminili, una vecchia punk e una vecchia velina, si incontrano per caso, odiandosi a vicenda istantaneamente.
Tutte e due hanno fatto lo stesso sogno: una barca "speciale" sta per venirle a prendere, per portarle via, e si contendono quindi la barchetta mezza distrutta che si trova sulla riva.
Ognuna per motivi suoi, vuole arrivare "di là".
Ma un’ innaturale tempesta impedisce alle due di salpare, così, durante la sospesa notte, si riveleranno le storie delle due, il tempo e lo spazio si annulleranno e ad aprire loro gli occhi arriveranno le "straniere", persone a cui è stato assegnato questo aggettivo in varie parti del mondo e in vari tempi. Chi è straniera per scelta e chi per destino, chi per distanze del corpo e chi dell’anima. Chi per amore e chi per forza.
Lo spettacolo porta in scena attrici professioniste e badanti di diverse nazionalità che, in un continuo dialogare fra esperienza ed emozione, rendono teatro il proprio mondo: interiore e concreto.
ISOLA è uno dei vincitori del Festival Teatri del Sacro 2011, patrocinato dalla rappresentanza in Italia della Commissione Europea e sostenuto da Zeroviolenzadonne.it.
ISOLA di Claudia Della Seta e Yossefa Even Shoshan
regia Claudia Della Seta e Glenda Sevald
con Maria Teresa Campus, Claudia Della Seta, Sofia Diaz, Valentyna Kit, Fabiana Lazzaro, Mitzie Mundo Gamboa, Fiorella Nuccetelli, Maria Roveran
aiuto regia Veronica Renda
responsabile sound Paolo Panella
www.facebook.com/Afrodita.Cia - www.afroditacompagnia.com
biglietti: intero € 12 - ridotto € 10
Iscriviti a:
Post (Atom)







